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Rosa Caposiena pone l’attenzione sulla spending review non attuata dal Comune.

Ritorna, nella “Città dei campanili”, un certo dibattito politico che diventa anche cronaca, per via dei temi stessi che vengono trattati. Anche se ci sono consiglieri comunali, tanto nelle file della maggioranza, quanto in quelle d’opposizione, che in questi 30 mesi nulla, o quasi, hanno prodotto. Su una serie di questioni, quindi, è il capogruppo di Forza Italia, Rosa Caposiena, a fare delle osservazioni che portano alla conclusione: Va bene la discontinuità politica, ma dev’esserci la continuità amministrativa. “Chi ha preceduto quest’amministrazione a Palazzo di Città, aveva ben visto che ottenere finanziamenti per realizzare opere pubbliche e far sviluppare servizi, era l’unico metodo per fare le cose e non gravare sulle tasche dei cittadini. Il comune nuovo, ad esempio (il cui progetto non è quello che si vede oggi, tra l’altro, perché si erano progettati spazi anche per le rappresentanze comunali) è stato realizzato a San Severo grazie a finanziamenti europei sul centro storico e il suo patrimonio artistico. Nel senso che, delocalizzare le attività amministrative dalla sede attuale voleva dire tutelare i beni storici. Palazzo dei Celestini, sarebbe dovuta diventare la sede di rappresentanza, con il sindaco, lo staff, il consiglio comunale e, soprattutto, sarebbe dovuto diventare un contenitore culturale (biblioteca, museo, sito per convegni e attività in genere). Contenitore che avrebbe attratto tante altre iniziative nel centro storico, valorizzandolo – continua la forzista – le cui finalità erano previste nel bando. Il progetto, è stato avviato nel 2004 ed è terminato nel 2011, più o meno. Con l’amministrazione Savino, è iniziato il trasloco al comune nuovo, progettato per un gran numero di uffici e persone”. Rosa Caposiena, evidenzia l’altra faccia della medaglia, che contempla la spending review. “La nuova sede del comune, può ancora essere completata con altri insediamenti anche per ridurre i costi: dall’illuminazione, al riscaldamento. La razionalizzazione delle risorse è prevista da norme chiare”. Tornado sul contenimento della spesa, Rosa Caposiena prende in esame anche quella che l’Ente sostiene per gli affitti. “Il comune paga circa 150.000 euro di fitti passivi, mentre ha tanti locali vuoti. Nell’area dove sorge la caserma dei Vigili Urbani, dovevano venire anche i Servizi sociali. Data la particolare e delicata attività degli operatori, spesso è richiesto un intervento della Polizia Locale. Essendo stati trasferiti gli uffici del giudice di pace, perché non portare i servizi sociali al loro posto? Si sarebbe risparmiato l’affitto in via Salza, zona tra l’altro, non idonea agli operatori. Mi chiedo, inoltre – osserva Caposiena – perché destinare quei locali comunali ad altro? Gli uffici dell’ex giudice di pace, sono in un posto ampio, con la caserma della Polizia Locale a due passi, con tutti i benefici che ne derivano per i lavoratori e le casse comunali. Sul tema affitti e uso dei locali appartenenti al patrimonio indifferibile del comune, si potrebbero fare altri esempi – e conclude – È questa la vision della sinistra? È questa la vision del bene comune?”
Beniamino PASCALE

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