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SAN SEVERO – Del Vecchio: Creare occupazione: un’utopia possibile

Creare occupazione, far crescere l’economia della città e, con essa, l’intero contesto sociale: belle parole che negli anni abbiamo letto in programmi politici o ascoltato migliaia di volte pronunciate da tanti amministratori. Ma poi, alla prova dei fatti, cosa si è realizzato in concreto per

 

realtà meridionali come quella sanseverese? Ad eccezione della creazione dell’Area PIP (Piano per gli Insediamenti Produttivi) su via Foggia, assolutamente nulla. A decine si contano proprio i “mancati interventi”, sia sul piano infrastrutturale che degli incentivi.

Addentriamoci in una analisi un po’ più dettagliata della situazione. Negli anni ’70 e ’80 San Severo è stata protagonista di un processo positivo di industrializzazione legato a piccole imprese soprattutto nel settore del legno-mobilio, ma anche dell’agroalimentare e della meccanica. Nell’aprile del 1981, dopo l’assegnazione delle prime aree nella zona PIP (la prima deliberata da un comune della provincia), decine di imprese vi si trasferirono, ma dovettero attendere anni per veder realizzate le infrastrutture più elementari, come le fognature. La città, inoltre, non parve comprendere l’importanza di un’industria fatta di piccole, ma numerose, aziende: un esempio per tutti è la mancata attivazione di un corso per operai o tecnici dell’industria mobiliera presso gli istituti scolastici cittadini (tecnico e professionale) o presso gli enti di formazione professionale che, per decenni hanno continuato a sfornare tecnici informatici ignorando le reali necessità del territorio. Stesso discorso per l’agroalimentare: la mancanza di “cultura d’impresa” ha portato sia al fallimento di aziende (eclatante il caso di due delle cantine cooperative locali) che al mancato decollo del settore della trasformazione.

Qual è la situazione attuale? L’area PIP è oggi praticamente abbandonata a se stessa: strade e marciapiedi dissestati, erbacce dappertutto, segnaletica approssimativa, branchi di cani randagi, illuminazione inadeguata ed altre problematiche ne fanno un pessimo biglietto da visita per gli operatori forestieri che quotidianamente frequentano la zona e un luogo certamente non favorevole per fare impresa in maniera adeguata. Con molta lentezza si sta attrezzando l’area del nucleo ASI, nella quale sono già presenti alcune aziende, ma da queste si leva periodicamente un grido di dolore: siamo realtà abbandonate a noi stesse, aiutateci.

Cosa può fare un’amministrazione comunale per dare una mano alle imprese? Molto.

Innanzitutto essere vicina agli imprenditori ed incoraggiare la loro azione. Ma non basta solo offrire un supporto morale. Un’amministrazione può offrire risorse per la realizzazione di infrastrutture, contributi per la partecipazione a fiere internazionali, sostenere campagne pubblicitarie; o anche prevedere sgravi fiscali. Lo si fa ormai da anni in molte zone del Nord. Oltre a ciò, un’amministrazione comunale competente può attivare canali per attrarre nuove aziende sul proprio territorio, concedendo aree a costi contenuti, contributi a fondo perduto, sgravi fiscali: in questo modo si creerebbe occupazione diretta e nell’indotto, e della crescita delle attività trarrebbero beneficio anche le realtà economiche già insediate. Poche cose, ma fattibili: tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare, ma solo la volontà di agire concretamente.

Antonio G. Del Vecchio

presidente

Associazione Enrico Mattei

San Severo

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