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“SAN SEVERO, LA CITTÀ DEI BAMBINI” “L’unica ricetta per salvarci dalla barbarie

Riceviamo e pubblichiamo

“Caro Francesco,

non lasciarti ingannare dal tono informale dell’apertura, ti scrivo mosso da ragioni serie ed è al Signor Sindaco che mi rivolgo.

Il “tu” è dovuto in primis al fatto che ti conosco bene e posso immaginare quanto questi giorni possano essere critici per un primo cittadino. Un po’ perché occorre essere uomini di buon senso, soprattutto quando si parla di criminalità, e un

 

po’ perché, a quanto leggo, hai finalmente capito che la città ha necessità urgente di essere ascoltata.

Ascoltare è vitale per un amministratore. Le soluzioni ai problemi gravi come quello della criminalità non cadono dall’alto ma sono il frutto di quella capacità profonda di non distogliere occhi e orecchie da quanto ci accade attorno. Le soluzioni nascono da sole quando non si disdegna di sporcarsi le mani, quando la compassione, nel suo senso più profondo cioè del “patire insieme”, sostituisce l’alterigia della propria funzione istituzionale.

Capisci dunque quanta scarsa importanza abbia nominare come assessore alla Legalità anche il miglior esperto in materia.

Il tu è dunque necessario per scrivere come se ti guardassi in faccia. Questa mia per mettere nero su bianco una serie di proposte per la conferenza stampa di mercoledì.

Ho letto rigo per rigo il tuo programma elettorale e quindi ho cercato di operare una sorta di mediazione tra ciò che vi è contenuto, gli aspetti marginalmente toccati e quello che invece, a parer mio, è stato completamente omesso.

Il programma della tua coalizione  (http://www.migliosindaco.it/programma/) riprende quasi pedissequamente la relazione del dott. Lelio Cassettari (La serenità civica: un diritto del cittadino, reperibile per intero qui http://www.criminologia.it/collaboratori_criminologia.it/cassettari/diritto_del_cittadino_di_lelio_cassettari.pdf), e il manuale sulla “Pianificazione, il Disegno urbano e la  gestione degli spazi per la sicurezza” del Comune di Modena  (http://www.comune.modena.it/pps/allegati/Italiano_testodef.pdf). Pubblico questi link per coloro che volessero capire cosa il Sindaco ha intenzione di fare.

Quanto si afferma nei due documenti ripresi nel programma combacia con l’intenzione di agire in maniera indiretta sul fronte della lotta alla criminalità, così come annunciato nei comunicati stampa di questi giorni. Va bene, ma non basta.

E’ una ricetta importante quella del Crime prevention through environmental design, ma richiede dei tempi non brevi e risorse che, ammesso si riescano a reperire, devono necessariamente interfacciarsi con prese di posizione altamente impopolari su altri fronti. In altri termini, non basta il design e non basta richiamare l’attenzione sulle buone prassi di prevenzione e contrasto. Si tratta di ricette necessarie ma deboli se non sono di supporto ad una scelta strategica complessiva che ponga al centro la realtà, le forze vive della città. Occorre operare scelte che incidano profondamente, immediatamente e direttamente sullo stile di vita dei cittadini.

E mi spiego.

La Politica Semplice, i bambini

Una volta chiesero ad un tuo predecessore, il buon Nino Casiglio, di cosa avesse bisogno San Severo.  «Almeno che i ciclisti non vadano contromano sui marciapiedi» rispose il professore. Ed è proprio sul fronte della Politica Semplice che secondo me occorre agire.

Un’idea – su cui ti sfido –  potrebbe essere ad esempio quella di chiudere definitivamente al traffico tutta l’intera cinta stradale del cosiddetto giro esterno. Da Piazza Incoronazione a Piazza Incoronazione per intenderci.

Complicato. Impopolare. Necessita inoltre di numerose altre misure di supporto. Ma ti sei mai chiesto quanto possa incidere sul tasso di civiltà di questo paese? Ti sei mai chiesto quanto sia importante e vitale per i cittadini incontrarsi, parlare, discutere, fermarsi senza l’ostacolo di un parabrezza? Quanto ha inciso sul fenomeno violenza la nostra cronica incapacità di creare occasioni di incontro imponendo scelte di semplice buon senso pratico?.

Un’idea tutta da declinare che, in questa sede, è certamente solo un pretesto. Mi occorre per semplificare al massimo la strategia di fondo: incidere sulle patologie socialmente rilevanti, come in questo caso “l’abuso nell’utilizzo della propria auto” (fatto noto a tutti in questa città), al fine di permettere soprattutto  ai soggetti deboli di riappropriarsi di uno spazio vitale. E in questo senso, penso soprattutto ai bambini.

Se rimettessimo al centro della nostra visione politica e amministrativa i bambini, probabilmente il nostro modo di osservare la città cambierebbe radicalmente, per una serie di motivazioni tanto ovvie quanto dimenticate.

I bambini sono un continuo e grande esercizio di umanizzazione. Rapportarsi ai bambini significa cambiare le nostre abitudini non solo sulla gestione dello spazio e del tempo, ma anche e soprattutto sulla nostra capacità di ascoltare e rispettare il prossimo.

Ho due figli e devo dire che neanche il Padre Eterno è riuscito a farmi cambiare tante cose nella vita come hanno fatto loro.

Dunque, se la nostra focale cambia, se mettiamo finalmente al centro una categoria fortemente penalizzata in questo nostro contesto, riusciremmo a trovare soluzioni semplici a problemi complessi come quello della cosiddetta criminalità.

Ecco perché, a mio modo di vedere, non stiamo utilizzando i termini appropriati in questa discussione. Ecco perchè, a mio modo di vedere, non osserviamo le cose dalla giusta prospettiva. Ecco perché credo che in questa città non sia la valorizzazione della legalità o il tanto citato “senso civico” il vero punto di partenza. Semmai è il punto d’arrivo.

In questa città manca un diritto fondamentale per il quale occorre, oggi più che mai, combattere con scelte politiche semplici: il diritto ad essere bambini.

Il diritto alla spensieratezza, alla gioia, alla semplicità. E’ da qui che dobbiamo partire.

In questo ottica è possibile ricordare altre proposte a costo zero, già inaugurate nel periodo 2004-2009 ma successivamente non perseguite, che possono fare da supporto a scelte impopolari sul piano pratico:

  1. 1. in prossimità dell’apertura delle scuole pubbliche e paritarie, si ritorni a concentrare tutta l’attenzione amministrativa verso i progetti relativi alla dispersione scolastica. I Servizi Sociali, a differenza di quanto comunemente si crede, hanno un compito strategico nella sfida contro la criminalità;  una valorizzazione dei progetti in essere è necessaria per corroborare strategie di crescita non solo culturale ma anche e soprattutto economica della città;
  2. 2. Un piano dettagliato di Progetti per l’educazione stradale e per l’educazione alla cittadinanza;
  3. 3. Dare nuova dignità al Consiglio Comunale dei ragazzi, reperendo per quanto possibile delle risorse specifiche da dedicare;
  4. 4. Mettere le emozioni al centro di una strategia educativa volta alla riscoperta di cose belle, come ad esempio la nostra storia locale.

Potrei continuare, ma il principio di fondo – ripeto – è sempre lo stesso: politica semplice, scelte impopolari.

Occorre che tutto sia ripensato ponendo al centro il punto di vista dei soggetti deboli, bambini in primis. La strada è segnata dai loro sogni e dalle loro necessità. Andrebbero perfino convocati.

I progetti, le ricette collaudate e quelle ancora da pensare sono importanti ma occorre soprattutto operare nel solco di un’ottica generale, di una prospettiva diversa: penalizzare con forza i prepotenti e le prepotenze di questa città a tutto vantaggio delle vere vittime di questo clima di violenza.”

Nella speranza che tu accolga questa sfida, ti saluto cordialmente.

Nazario Tricarico

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