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San Severo: lo scrittore fantasma

ELEUTELIO, giovane precario sanseverese dal futuro incerto…molto incerto, abita in vico Mazzilli, una stradina che collega via Roma con via Soccorso. Questo giovane disoccupato, incontrando un suo vecchio professore dell’Istituto “PESTALOZZI”, ebbe a confessargli di volersi cimentare in un tipo di lavoro particolarmente di moda di questi tempi. “Mi è stato chiesto di scrivere dichiarazioni e comunicati politici per un consigliere comunale, cioè dovrei fare il <<ghost writer, lo scrittore fantasma>> – disse l’incauto giovane ELEUTELIO. Il vecchio professore lo scrutò per qualche secondo e gli rispose: “Vedi, mio giovane aspirante scrittore fantasma, a proposito di questa figura del <<ghost writer>>, proprio in questi giorni ho letto sul quotidiano “La Repubblica” un articolo del giornalista FILIPPO CECCARELLI il quale sostiene che :…” per quasi tutto il Novecento la politica resistette strenuamente alla tentazione dei ghost writer. I politici, per dovere e per necessità, i discorsi se li scrivevano da soli. Basti pensare a DE GASPERI, a NENNI e TOGLIATTI. Chiunque rilegga oggi un discorso di MORO trova impossibile immaginarvi che fosse un altro a scrivergli i discorsi; ENRICO BERLINGUER si andava a rinchiudere in solitudine nella grande sala del Comitato Centrale alle Botteghe Oscure, acqua minerale, giornali, libri, sigarette e scriveva di suo pugno ogni parola, ogni frase dei suoi discorsi. Con l’attuale classe dirigente ben presto la moltiplicazione dei ghost writer si è fatta non solo vistosa e sfacciata, ma anche assurda. In estrema e paradossale sintesi: meno la politica viene letta e più i politici prendono a parlarsi e a scriversi addosso. Con il bel risultato che il declino della parola e pure un certo analfabetismo di ritorno finiscono per esaltare pseudo-scrittori nell’ombra, scrittori mercenari, compilatori di discorsi retorici e dall’enfasi insopportabile. Sono i militi ignoti della scrittura che permettono a qualche consigliere comunale, assessore o sindaco di fare dei ragionamenti che non farebbero mai se fossero costretti a parlare “a braccio”. Con il risultato – spesso – che sono riconoscibili sia l’uno che l’altro”. Il vecchio professore dell’Istituto “PESTALOZZI”, guardò ELEUTELIO dalla testa ai piedi e così concluse: “Ti è sembrato chiaro FILIPPO CECCARELLI? Cosa ne pensi? Ritieni il ghost writer una figura professionale interessante o eticamente scorretta?”

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