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SAN SEVERO – Santo Mangia: Ospedale… Da tutti meno che da ……Damone!

In campagna elettorale c’è da aspettarsi di tutto anche che (s)parli uno dei tantissimi amici/sodali di politici  artefici del degrado del servizio sanitario pubblico.

È necessario sgombrare il campo da due equivoci a

 

cui il “nostro” tenta di far cadere la USB:

1. Non è stata mai intenzione di questa O.S. mettere in dubbio la professionalità di chicchessia né tanto meno di medici e/o primari e personale di comparto;

2.      La USB non essendo alla portata di nessun personaggio politico né di un partito politico non darà mai indicazioni di voto ai suoi iscritti (non lo ha mai fatto).

Fatta questa debita premessa, ci meraviglia che il consigliere regionale, saltato dal centro-destra alla sinistra estrema (!), risponda quando non è direttamente interpellato, come se il servizio sanitario regionale fosse “cosa sua”, quand’anche (detto da Lui) abbia avuto specifico mandato da Vendola di “supervisionare” il presidio di San Severo.

Il nostro invito era rivolto (ma leggere per molti è pesante) a tutti i candidati sindaci di San Severo in quanto chiunque vinca le elezioni del 25 Maggio dovrà affrontare un problema di diritto alla tutela della salute del Cittadino che gli può essere negato se le nostre preoccupazioni (date da fonti normative e accordi Stato-Regioni) si concretizzeranno (come appare ormai certo). E’ forse il consigliere regionale candidato sindaco?

Al di là dei dati che il consigliere ha elencato nel suo comunicato (su cui sarebbe utile un confronto), la realtà è quella che tanti Cittadini stanno vivendo e subendo.  Ed è da questo che bisogna partire: si è mai chiesto il consigliere perché il 118, chiamato a soccorrere un infarto a dieci metri dall’ospedale di San Severo, ricovera il poveretto a Foggia quando non a S. Giovanni Rotondo (facendo perdere tempo prezioso), pur essendo la Cardiologia del P.O. di San Severo  dotata di una sala ben attrezzata di emodinamica, e con personale  operativo?  Vale a dire, perché  a San Severo non si fanno più le angioplastiche primarie (cosa che sino a poco tempo addietro era possibile) nonostante le attrezzature e il personale  disponibile e preparato?

Per quanto attiene il reparto di ostetricia e ginecologia vale lo stesso discorso: esistono anche in questo caso le norme che ne vincolano l’esistenza  e, soprattutto, direttive regionali per contrastarne la chiusura migliorando l’”offerta” assistenziale che, almeno ad oggi, non sono state recepite da chi di dovere: il parto indolore e i corsi pre-partum.

Non possiamo prendere insegnamenti da chi ha condiviso il veloce proliferare di strutture private a tutto svantaggio del servizio sanitario pubblico. Come vogliamo ricordare che il consigliere è contro le internalizzazioni dei servizi e vuole che i 5.000 Lavoratori già internalizzati , ritornino al privato. Noi, a differenza sua che si smentisce da solo ogni due comunicati, abbiamo la memoria lunga. Dobbiamo dare atto che su una cosa, però,  Damone ha ragione , vale a dire che molti  sono gli “sciacalli” nella sanità ma sono quelli che traggono profitto (politico ed economico) affossando gli ospedali e i servizi pubblici, e questi non sono dell’USB.

Siamo sempre disponibili al confronto con tutti, ma temiamo che anche questa volta si inventeranno conferenze stampa, senza contraddittorio…

San Severo, 03/04/2014

/esecutivo Provinciale USB

Mangia Santo

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