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San Severo: Tonino e il nostro centro storico

TONINO NOTARANGELO, ultranovantenne, …<<L’ultimo dei Mohicani>>,

non riesce ad accettare il fatto che il centro storico di San Severo abbia perso la vivacità e la vivibilità di un tempo. Si accalora mentre, a voce alta, racconta: <<Pensate che sono in questa piazza dal 1946. La mia prima cartolibreria era allocata al civico 32 (dove attualmente vi è una vetrina di non so cosa), proprio dirimpetto dove c’era la Farmacia “D’Anzeo” che successivamente sarebbe diventata sede di uffici comunali. Questa piazza, una volta, era veramente il cuore “pulsante” della città. Ricordo gli anni in cui era gremita di gente che si incontrava e si intratteneva a lungo, soprattutto verso sera. In quella piazza si radunava una miriade di persone e avvenivano incontri tra amici ma anche incontri frequenti tra commercianti (molti provenienti da fuori regione) per trattare la compravendita dell’uva e delle olive. Il commercio era fiorente e i “forestieri” avevano a disposizione due alberghi nei pressi della piazza. Uno, in via Mercantile (oggi via Recca), si chiamava ALBERGO ITALIA e l’altro – in via Carmine Ripoli -si chiamava ALBERGO MODERNO. Due alberghi in centro ma anche due bar storici in piazza frequentati da tanta gente: uno era il CAFFÈ CENTRALE (i cui proprietari erano i fratelli NICOLINO E LUIGI MASSA) e l’altro era il bar CAFFÈ UNIONE il cui proprietario era DOMENICO DI FILIPPO, originario degli Abruzzi, diventato famoso per aver inventato e prodotto il panettone “Pan Drion”. Una ricetta che negli anni ’50 e ‘60 è stata l’orgoglio della pasticceria dauna, una specialità ancora viva nei ricordi di molti sanseveresi dal sapore inconfondibile, che veniva acquistato e consumato soprattutto durante il periodo delle festività natalizie>>. TONINO serve un cliente e poi prosegue con i suoi ricordi: <<Nei locali dei due bar vi erano delle frequentatissime sale da gioco. Alla destra del Bar Unione spiccava la MACELLERIA AQUILANI e ancora sulla destra – al posto dell’attuale BAR BIRI – c’era un negozio di tessuti intitolato DI BATTISTA>>. TONINO è un fiume in piena e indica la saracinesca chiusa dirimpetto alla sua cartolibreria e ci ricorda che <<là una volta c’era il rinomato negozio di generi alimentari dei FRATELLI DE SIATI. Sotto l’arco della neve, vico Freddo, dimorava il chiosco della vendita di gazzose e del ghiaccio venduto a tranci per chi non aveva il frigorifero. C’era pure un negozio di eleganti corredi in via Daunia della titolare signora ASSUNTINA MORRICA>>. Si accendono le prime luci della sera, passano come frecce dei ragazzini su dei monopattini e urlano verso chi ostacola la loro corsa. Alcuni anziani, seduti sulla panchina dirimpetto alla Chiesa dei Celestini, inviano all’indirizzo dei giovani scapestrati epiteti…irriferibili. Si accendono le lanterne rosse del negozio cinese. TONINO lancia un’occhiata fuori dalla cartolibreria, ci guarda e dondola leggermente il capo, saluta e scompare dietro la vetrina.

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