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SOCIAL FORUM: UN NEMICO IN PIÙ ANCHE PER LA POLITICA SANSEVERESE

di ENZO VERRENGIA, SCRITTORE-GIORNALISTA
CULTURALE DE “LA GAZZETTA DEL “MEZZOGIORNO”

POSTO O TWITTO, DUNQUE SONO. Ormai CARTESIO si coniuga così. E i SOCIAL FORUM diventano la DISCARICA INFORMATICA di invettive, bufale, approssimazioni, insulti, oscenità, sfoghi, patologie. Qualche mese fa, a Torino, nel corso di una lectio magistralis, UMBERTO ECO ha dichiarato: «I social media danno diritto di parola a LEGIONI DI IMBECILLI che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Di solito venivano subito messi a tacere, ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel». Il più autorevole fautore della comunicazione di massa ammette la DEGENERAZIONE DELLA COMUNICAZIONE DI MASSA. Un altro problema per l’AMMINISTRAZIONE MIGLIO, che più delle ultime a precedere ha dovuto scontare il rumore di fondo dei social forum. Dove si sono lette anche PAROLACCE, oltre che penose semplificazioni o, al contrario, confusi e indecifrabili flussi di (in)coscienza. Con scempio di grammatica e ortografia. Lo si vede anche nel corso dell’INCHIESTA promossa dalla GAZZETTA DI SAN SEVERO. L’ansia di protagonismo rende tutti politologi, così come il giorno dopo ogni partita di rilievo, al bar o dal barbiere, ognuno è commissario tecnico.4349_1123987189236_1577387_n
Eppure viene facile da capire che il CICALECCIO non serve. La soluzione sta nel riportare i termini del dibattito alle sedi naturali: le CONFERENZE STAMPA e le TRIBUNE POLITICHE regolari. Non gli orribili talk-show dei nuovi guru mediatici, bensì le TAVOLE ROTONDE sobriamente mediate, con l’obbligo di un linguaggio chiaro, concreto e privo di volgarità. Fra l’altro, gli INCURSORI DEL WEB ricordino il fatto che ora per legge il TURPILOQUIO ELETTRONICO È PASSIBILE DI AZIONI LEGALI. Su un piano ancora più elevato, si rivada alla Storia, quando la democrazia ateniese precipitò nella DEMAGOGIA DELLA PLEBE.

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