Politica

Stoccate e fendenti, tra l’anima “mariniana” del PD sanseverese e quella pro-Miglio, pro-Amministrazione e pro-Emiliano

La querelle all’interno del PD cittadino si è affacciata anche in Consiglio comunale. I 3 Consiglieri comunali piddini (Cataneo, Marino e Tardio) hanno manifestato una certa volontà a livello amministrativo (appoggio alla maggioranza), espressa nel Chiostro del MAT il 23 luglio. Questa manifestazione di volontà, non è passata inosservata da parte dell’Amministrazione che ha così replicato: “Apprendiamo dalla stampa che il Consigliere comunale Dino Marino ha ‘confermato’ il proprio sostegno all’Amministrazione comunale. Ci corre l’obbligo precisare, per

 

evitare inutili fraintendimenti tra i cittadini, che tale sostegno non è mai stato chiesto, né sollecitato da chicchessia, e che Dino Marino non fa parte della maggioranza che appoggia la Giunta Miglio, ampiamente e saldamente sostenuta dalla coalizione ‘San Severo Bene Comune’ che ha eletto in Consiglio comunale ben 15 consiglieri su 24. Il consigliere Marino, come chiunque altro, è libero di dichiarare quello che vuole e di votare in Consiglio comunale come crede, ma dovrebbe innanzitutto precisare ‘perché’ durante il ballottaggio ha invitato a non votare Francesco Miglio, sostenendo, quindi, il candidato del centro destra; e come mai ha votato con la destra anche nel primo Consiglio comunale”. Queste le conclusioni della maggioranza: “Contraddittoria, quindi, appare la comunicazione di appartenenza ad una maggioranza eletta dai cittadini e da lui avversata in ogni modo. Tale ingresso, visti i presupposti, non avverrà mai, né ora né domani”. Sicuramente la presenza in Giunta del segretario regionale del PD, Michele Emilaino, ora, ha un ruolo più centrale sulla vexata quaestio ed è senz’altro l’ago della bilancia tra le due anime contrapposte di via Ripoli. Tutti, nel PD cittadino, si dichiarano sconfitti alle elezioni del 25 maggio ma c’è “un’anima” che dichiara di aver sostenuto e votato in modo convinto Miglio al ballottaggio (quindi pro-Amministrazione), mentre l’altra “anima”, quella “mariniana”, non ha ritenuto appoggiare Miglio al ballottaggio con Lallo. Così Michele Annolfi: “Nell’incontro avuto nei giorni scorsi con il segretario Emiliano, non è stata rilevata la necessità di un commissariamento, perché le figure istituzionali ci sono: i 2 Consiglieri comunali (Cataneo e Tardio) e lo stesso Emiliano che resta il punto di riferimento, con il sottoscritto e gli altri membri del coordinamento che hanno votato per Miglio al ballottaggio. Credo, però, che prima del 30 novembre, data delle ‘primarie’ per il candidato presidente alla regione Puglia, qualcosa cambierà e ci saranno delle responsabilità da prendere. Stiamo osservando la posizione un po’ ballerina di Dino Marino, verso il quale – conclude Annolfi – non c’è niente di personale. Politicamente il gruppo di persone che ha detto di votare il centro destra al ballottaggio, non può tacere la cosa”. Così, invece, Luigi Presutto, attuale coordinatore del circolo: “C’è un’anima nel PD che non vuole il confronto ed io vado avanti per la mia strada, per il bene del partito, e per l’incarico elettivo ricevuto dal democratico coordinamento, che resta maggioritario. Chi dice del voto indicato a destra, mistifica. Invece a Miglio, dopo le recenti esternazioni, è caduta la maschera per l’elezione di Maria Anna Bocola e per aver detto che la maggioranza è di 15 Consiglieri (magari se diceva 17, già era diverso). Pur essendo noto che 2 Consiglieri fanno i pre-consigli con la maggioranza, ben ha fatto Miglio a dire che il PD non serve alla maggioranza; visto, tra l’altro, che sulle schede del ballottaggio, il simbolo del PD non c’era”. Ma si apre anche i fronte delle “primarie” per le regionali 2015.



Beniamino PASCALE

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