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Tra carrucole e campane: i giochi tradizionali pugliesi

Regione in cui domina la macchia mediterranea, la Puglia è da sempre ammirata non solo come meta turistica estiva ma anche per le tradizioni folcloristiche. Una di queste è la Pizzica, ballo popolare nato come pratica coreo-musicale per curare le donne dal morso della tarantola o dello scorpione: la notte della Taranta, ad esempio, è diventato un festival conosciuto a livello internazionale capace di attirare un numero sempre maggiori di turisti. Anche in Puglia, come in tante altre regioni del meridione, è forte la tradizione culinaria, ma il territorio non è solo cibo e balli accompagnati da una musicalità tipicamente folk.

Forte è l’attaccamento ai giochi, non solo per quanto riguarda quelli natalizi come la celebre tombola o quelli in cui l’utilizzo delle carte è obbligatorio come per Sette e mezzo e il “gioco del morto” ma anche per quelli meno conosciuti ma più tradizionali, come il Gioco delle 5 pietre, in dialetto tuddhri. Si gioca con un minimo di due giocatori e lo scopo è quello di totalizzare il numero di punti stabiliti in partenza dai giocatori stessi. In caso di errori, si cede la mano a quello successivo.

Altro gioco tradizionale della regione pugliese è la Trottola, che nell’aspetto ricorda i più moderni yo-yo. Così come suggerisce il nome, veniva legata una cordicella partendo dalla punta di questa trottola e si stringeva il più forte possibile, evitando così che si snodasse durante il lancio e nella rotazione. È un gioco che non prevede un numero minimo di partecipanti, almeno che non si vogliano mettere in mostra tutte le proprie abilità, spostandosi l’oggetto anche sul palmo della mano mentre questo rotea.

Il più conosciuto e probabilmente il più tramandato, tantoché viene spesso riproposto dai bambini nella società odierna, anche per via della semplicità che lo contraddistingue, è il gioco della campana. Per giocarci occorre un gessetto, una pietra e molto equilibrio. Il gioco consiste nel disegnare dei rettangoli, alternandoli tra loro, in file da due e da uno fino. All’interno di questi rettangoli venivano riportarti, ciascuno per ogni forma geometrica, i numeri da uno a dieci o da dieci a cento. L’intero disegno viene chiamato, per l’appunto, campana. Lo scopo del gioco è quello di lanciare la pietra nei rettangoli in ordine cronologico, fino ad arrivare all’ultima. Nei rettangoli singoli si salta con un piede solo, in quelli adiacenti con entrambi contemporaneamente e con le gambe larghe. Se si cade o se al ritorno la pietra, che andava raccolta, cade di mano, si cede il posto al giocatore successivo.

Molti di questi giochi sono stati tramandati ma lentamente stanno sparendo. Tuttavia, una città pugliese è stata scenario di un’evoluzione che riguarda proprio l’industria dei giocattoli. La Hasbro, su richiesta di un giocattolaio locale, ha dato l’autorizzazione per produrre un’edizione del gioco di Monopoly, ambientandola proprio nella città barese. Di quest’ultimo, così come riguardo quelli di carte ed altri vari giochi d’azzardo tipici dei casinò, come la roulette attiva online, sono presenti in diverse versioni digitali, a dimostrazione che l’evoluzione non riguarda soltanto i giochi più famosi a livello internazionale ma anche quelli che, faticosamente, vengono tramandati grazie alle tradizioni. La particolarità delle versioni online permette inoltre un aggiornamento quasi continuo rispetto alle versioni più tradizionali, che difficilmente incorrono in variazioni e vengono trasmessi di generazione in generazione quasi senza variazioni.

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