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UN ‘DECALOGO’ PER RILANCIARE SAN SEVERO E ALTO TAVOLIERE

di MATTEO IANTOSCHI, GIÀ CONSIGLIERE E ASSESSORE COMUNALE BILANCIO-PROGRAMMAZIONE

Raccolgo e ringrazio ancora una volta LA GAZZETTA DI SAN SEVERO per l’opportunità che mi dà di approfondire alcune delle cose dette nel primo intervento nell’ambito dell’INCHIESTA sullo “stato dell’opera” a un anno dall’elezione di MIGLIO a Sindaco della città. È già da un po’ di tempo che ho deciso di abbandonare, soprattutto sul piano localistico, lo schematismo DESTRA-SINISTRA perché queste posizioni ideali, molto ben definite fino a qualche anno fa, si sono andate sbiadendo fino addirittura a confondersi l’una con l’altra. E poi anche, anzi direi soprattutto, oggi gli elettori non se ne importano se tu sei da una parte o dall’altra, vogliono solo sapere cosa hai in testa e quello che vuoi fare. QUINDI RESTO FORTEMENTE LEGATO ALLA MIA POSIZIONE CENTRISTA spesso accusata di essere ondivaga, senza accorgersi che è l’unica posizione che oggi rappresenta appieno, da questo punto di vista, l’opinione dell’elettore.

Faccio questa premessa perché i più politicizzati che conosco, nel commentare con me il mio scorso intervento, pur condividendone i contenuti mi hanno rimproverato per non aver attaccato con decisione, come sono abituati a vedermi fare quando affronto le questioni, la DESTRA o la SINISTRA a seconda della loro posizione. Io da queste pagine VOGLIO ATTACCARE I FATTI che oggi sono l’unica cosa che conta!

E per stare ai fatti, torno con forza sulla necessità improcrastinabile di aprire un TAVOLO DI CONFRONTO POLITICO E ISTITUZIONALE su una questione che non esito a definire “L’EMERGENZA ALTO TAVOLIERE” al centro del quale ci siamo noi, con la nostra Città quale naturale riferimento e non certo per puro esercizio campanilistico, bensì perché è come minimo ovvio che ciò permetterebbe il tanto auspicato rilancio economico.

Per altro, ho letto in diversi  interventi, che si sono succeduti nel merito di questa inchiesta, una presa di coscienza di questa urgenza. In particolare mi piace sottolinearne due: quello di ENZO VERRENGIA, scrittore e giornalista, e quello di CARLO DE GIROLAMO, giovane professore universitario che, seppur partendo da punti di vista differenti, l’uno storico-culturale e l’altro economico, entrambi sostanzialmente concordavano sulla necessità di un rilancio della nostra Città proprio in relazione al suo importante ruolo rispetto ad un altrettanto importante territorio qual è l’ALTO TAVOLIERE.

Ricordo che nei primi anni ’90, quando ero Assessore al Bilancio e alla Programmazione della nostra Città, fui inviato dal Sindaco come delegato in una riunione per definire la competenza territoriale tra le nascenti sedi decentrate dell’INPS. Fu da quell’Ente presentato un piano di razionale divisione territoriale che però aveva un grosso problema, l’utenza che sarebbe toccata alla SEDE DI SAN SEVERO era superiore a quella di Foggia. Naturalmente furono apportati i necessari cambiamenti che avevano il solo scopo di salvare il ruolo della sede provinciale.

Dopo un anno di Amministrazione Comunale e contemporanea Presidenza della Provincia di Foggia, desidero suggerire – e se posso addirittura chiedere con forza – al Signor Sindaco di San Severo di calendarizzare con immediatezza tutte quelle iniziative necessarie per:

1) Rilanciare la STAZIONE FERROVIARIA di San Severo almeno con l’inserimento della stessa tra quelle dove devono fermare i 24 treni giornalieri, con partenze quasi ogni ora, che collegano il Nord Italia e le principali località della costa Adriatica fino a Ancona/Pescara/Bari/Lecce/Taranto.

2) Attivare tutte le iniziative utili a scongiurare l’inglobamento della nostra DIOCESI in quella di Lucera.

3) Intervenire sulle FERROVIE DEL GARGANO allo scopo di concordare un piano integrato tra i legittimi interessi aziendali della stessa e quelli della nostra Città, visto che negli ultimi tempi sono state attuate iniziative quasi tutte tese a ridurne il ruolo e la presenza  sullo scalo sanseverese.

4) Chiarire, riaffermandolo, il ruolo della nostra Città rispetto all’ARO FG/4 per la gestione dei rifiuti.

5) Continuare con ancora maggiore determinazione nella richiesta di RADDOPPIO DELLA STATALE 16 e all’avanzamento dei lavori per la COSTRUZIONE DELLA TANGENZIALE.

6) Chiedere con forza il completamento dell’ALLARGAMENTO DELLA STRADA SAN SEVERO-LUCERA.

7) Promuovere la nascita di un ORGANISMO INTERCOMUNALE PER LA GESTIONE DEI SERVIZI.

8) Creare un apposito UFFICIO COMUNALE che sia qualificato e competente per lo STUDIO DI TUTTI I FINANZIAMENTI e le OPPORTUNITÀ EUROPEE, NAZIONALI e REGIONALI sia per favorire investimenti pubblici sia per attirare investimenti privati sul nostro territorio e sia per aiutare l’imprenditoria esistente ed eventualmente nascente, perché quelli attualmente esistenti hanno fino ad ora prodotto risultati troppo modesti rispetto alle enormi opportunità offerte da questi canali.

9) Promuovere il riconoscimento formale o almeno, ove non fosse possibile, un riconoscimento di fatto delle STRUTTURE CULTURALI esistenti sul territorio, sul modello di quanto fatto per il MAT (Museo dell’Alto Tavoliere), condividendo significative iniziative culturali con i Comuni dell’Alto Tavoliere.

10) Costituire un ORGANISMO INTERCOMUNALE POLITICO-AMMINISTRATIVO che apra un tavolo permanente di confronto con gli Organismi Istituzionali (Stato, Regione, Provincia, Consorzi, ecc..), perché si decidano a varare piani concreti di intervento sul territorio dell’Alto Tavoliere.31047_1328206040947_6756409_n

Bisogna insomma far capire che NOI NON SIAMO DISPOSTI A MOLLARE PIÙ NULLA e che sapremo intraprendere ogni civile ma determinata iniziativa perché da adesso in poi si dia l’adeguata attenzione alle questioni poste.

Quando fu deciso dall’Università di Foggia la CHIUSURA DEI CORSI DI SCIENZE INFERMIERISTICHE di San Severo per trasferirli a Barletta, io mi resi promotore di una iniziativa che inizialmente non trovò un grande entusiasmo, perché ritenuta giuridicamente complessa o addirittura improbabile, ma poi quando riuscii a far valutare il valore politico di quella azione, il COMUNE DI SAN SEVERO, attraverso la propria AVVOCATURA, promosse un ricorso al TAR contro la decisione dell’Università. Il risultato giuridico fu secondario a quello politico, perché l’Università di Foggia ripristinò l’anno successivo il corso presso l’OSPEDALE di San Severo, con notevole beneficio per la struttura Sanitaria e, non per ultimo, per il PRESTIGIO DELLA NOSTRA CITTÀ. Ciò non tanto per l’attività giudiziale promossa, quanto per la determinazione dimostrata a non voler perdere questa occasione.

Ecco quello che dobbiamo fare: RENDERE CHIARO A TUTTI CHE NOI NON VOGLIAMO PIÙ PERDERE ALCUNA OCCASIONE.

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