SAN SEVERO, POLEMICA SUL CANE AL TORNEO DI BURRACO: LA PRO LOCO REPLICA ALLE ACCUSE E CHIARISCE LA PROPRIA POSIZIONE

Non si placa la polemica sulla presenza di un cane durante un torneo di burraco organizzato presso la Pro Loco di San Severo. Dopo la lettera aperta di Maria Grazia Iacicco, arriva la replica ufficiale del Consiglio Direttivo e dei volontari dell’associazione, che respingono le accuse di discriminazione e classismo, spiegando le ragioni della decisione adottata, legate alla tutela della salute dei soci e al regolare svolgimento delle attività associative. La Pro Loco interviene anche sui commenti apparsi sui social, riservandosi eventuali azioni legali a tutela dei propri volontari.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di replica della Pro Loco di San Severo.
“Gentile Direttore,
In merito alla lettera aperta pubblicata dalla Sig.ra Maria Grazia Iacicco, riteniamo doveroso e formale intervenire per ripristinare la verità dei fatti e tutelare l’immagine della Pro Loco di San Severo, dei suoi organi direttivi, dei volontari e di tutti i soci che frequentano quotidianamente la nostra realtà.
Rincresce constatare come un semplice episodio di gestione e mediazione degli spazi associativi sia stato trasformato in una presunta “battaglia di civiltà” o, peggio, in gravi accuse di violazione di legge, “classismo” e “discriminazione”. La realtà dei fatti e il quadro giuridico di riferimento impongono precisione.
1. Natura della sede associativa e quadro normativo
La Pro Loco è un’Associazione di Promozione Sociale (APS). La sua sede, pur svolgendo attività d’interesse collettivo, non è un luogo pubblico in senso indiscriminato, bensì un locale privato ad uso associativo riservato ai propri tesserati.
In merito alla normativa citata dalla signora, ossia la Legge Regionale Puglia n. 2/2020 (Art. 26, comma 2), occorre precisare che sebbene incentivi l’inclusione degli animali d’affezione, la norma stabilisce espressamente che l’accesso è consentito “fatte salve le diverse disposizioni dei gestori o responsabili degli spazi” per motivi igienico-sanitari, di sicurezza o per tutelare la serena fruizione dei locali da parte degli avventori.
2. Tutela della salute, prevenzione di negligenze ed effettiva dinamica dei fatti
Di fronte alla formale esplicitazione di un rischio per la salute (allergia) da parte di una socia, la Pro Loco e gli organizzatori non potevano assolutamente rimanere inerti. Far finta di nulla avrebbe significato esporre l’Associazione e i suoi responsabili a gravi profili di negligenza e responsabilità legale nel caso in cui si fosse verificata un’emergenza medica o un malore all’interno dei locali.
Sul piano giuridico e pratico, occorre rammentare la prevalenza dell’Art. 32 della Costituzione su qualsiasi norma di rango inferiore e, perciò, che il diritto alla salute è un diritto fondamentale e primario che prevale sull’interesse individuale ad essere accompagnati dal proprio animale domestico.
A ciò aggiungasi l’orientamento della Giurisprudenza di Legittimità, il quale costantemente riafferma che il diritto di compagnia dell’animale d’affezione trova un limite invalicabile nelle esigenze della salute e del sereno svolgimento delle attività altrui, consentendo ai gestori di porre limitazioni d’accesso negli spazi condivisi.
Nondimeno varrà precisare che le criticità non sono nate da un pregiudizio, ma da un dato di fatto oggettivo, ulteriore rispetto alle esigenze di tutela della salute innanzi evidenziate. Il gioco del Burraco richiede per sua natura un alto livello di silenzio, attenzione e concentrazione da parte di tutti i tavoli da gioco. Durante lo svolgimento della partita, il cucciolo — non trovandosi direttamente al tavolo a fianco alla proprietaria — ha iniziato a piangere e guaire in modo continuativo. Tale agitazione ha inevitabilmente spezzato la quiete della sala e arrecato un sensibile disturbo ai soci impegnati nella gara.
Il fatto che nei mesi estivi la presenza del cucciolo sia stata accolta con bonaria tolleranza non costituisce un “diritto acquisito”. Durante la bella stagione, la costante apertura di porte e finestre garantiva un continuo ricambio d’aria e una dispersione degli allergeni. Con l’arrivo del freddo e la necessaria chiusura dei locali, le condizioni ambientali cambiano radicalmente: la concentrazione di allergeni in un ambiente chiuso ed isolato aumenta esponenzialmente, con rischi concreti per chi soffre di patologie respiratorie o allergiche.
Perciò, chiedere temporaneamente di non introdurre l’animale per la sola durata delle sessioni di gioco è stata una scelta ponderata e di buonsenso, finalizzata sia a tutelare la salute della socia allergica, sia a garantire il rispetto delle condizioni indispensabili per lo svolgimento dell’attività.
3. Inesistenza di “discriminazioni economiche” o dinamiche classiste
Respingiamo categoricamente le insinuazioni relative a un presunto “classismo”. All’interno della Pro Loco tutti i soci godono di pari dignità e degli stessi diritti previsti dallo Statuto. Tuttavia, la convivenza civile e lo spirito associativo si reggono sul rispetto reciproco. Nessun socio può prevaricare la salute o la tranquillità altrui imponendo la presenza del proprio animale durante attività svolte in spazi chiusi.
4. Ferma tutela dei volontari e stop alla gogna social
L’organizzatrice del torneo e gli altri responsabili dell’associazione operano a titolo completamente gratuito e volontario per offrire momenti di aggregazione e svago alla cittadinanza. È inaccettabile che una legittima decisione organizzativa, adottata a tutela della salute e dell’incolumità dei presenti, venga strumentalizzata per scatenare attacchi personali o commenti diffamatori sui social network (dove la responsabile è stata ingiustamente additata con epiteti lesivi della sua persona e della sua onorabilità).
Evidenziamo che condotte denigratorie a mezzo web configurano fattispecie di diffamazione (Art. 595 c.p.). L’Associazione e la diretta interessata si riservano la facoltà di adire le vie legali e sporgere formale querela presso le autorità competenti nei confronti di chiunque continui a ledere l’onore, il decoro e la reputazione dei propri volontari.
Auspichiamo che la vicenda possa ricomporsi in un clima di sereno dialogo e rispetto istituzionale, ricordando che il primo principio di un’associazione di promozione sociale rimane l’inclusione e la tutela delle persone.”
Il Consiglio Direttivo e i Volontari della Pro Loco di San Severo



