MOVIDA A SAN SEVERO, PARLA L’AVV. GUIDO DE ROSSI: «ACCOGLIAMO CON SODDISFAZIONE L’ORDINANZA, MA ORA SERVONO CONTROLLI RIGIDI»

L’ordinanza n.16 dello scorso 9 ottobre sottoscritta dal dott. Francesco Antonio Cappetta, Commissario Straordinario del Comune di San Severo, ha segnato un importante punto di svolta nel dibattito sulla vivibilità e sulla regolamentazione delle attività di intrattenimento serale e notturno in Città. Tra le aree maggiormente attenzionate dal provvedimento figura Piazza Carmine, teatro negli ultimi anni di una convivenza sempre più complessa tra le attività commerciali e il diritto alla quiete pubblica dei residenti.
A rappresentare le istanze e le ragioni di alcuni cittadini e residenti è l’avvocato Guido de Rossi, difensore di

numerosi nuclei familiari della zona che da tempo conducono un’intensa battaglia legale per ripristinare il rispetto delle regole e la vivibilità del quartiere e dell’intera città.
Avvocato de Rossi, qual è la situazione che vivono i residenti di Piazza Carmine e quali azioni formali avete intrapreso fino ad oggi?
«Una situazione a dir poco drammatica. Si tratta di numerosi nuclei familiari e di soggetti che hanno patito gravissime ripercussioni a livello psicologico e fisico causate dal gravissimo ed intollerabile inquinamento acustico e da quant’altro evidenziato ed ampiamente circostanziato e comprovato negli esposti trasmessi al Sindaco di San Severo, dott.ssa Colangelo, ma senza alcun esito, e di recente al Commissario Straordinario dott. Cappetta. Intendo precisare e sottolineare che in tutti i suindicati esposti, oltre a documentare anche fotograficamente il protrarsi fino a tarda notte ed oltre delle attività di pub e locali, abbiamo opportunamente e doverosamente segnalato l’intensificarsi in zona e nelle predette fasce orarie di episodi di consumo e di spaccio di sostanze stupefacenti».
Nell’esposto richiamate anche precedenti normative comunali. Ci sono già state regole in passato?
«Certamente, e mi riferisco alla dettagliata ordinanza sindacale n. 163 del 2013, del tutto disattesa in questi anni soprattutto per l’assenza di adeguati controlli doverosamente tesi a garantire il rispetto del provvedimento».
Accade spesso che le strette sulla movida vengano osteggiate da chi teme ripercussioni negative sull’economia e sul commercio locale. Cosa risponde a queste obiezioni?
«I timori di danni economici per i locali non hanno alcun fondamento. Basta rapportarsi a ciò che è accaduto di recente in molte altre città italiane, tra le quali Trani, Pescara, Roma, ed anche Foggia, ove sono state adottate ordinanze per le cosiddette “zone rosse” o ad alto impatto che non hanno minimamente compromesso la sostenibilità economica dei locali e delle attività di ristorazione della zona».
Qual è il quadro giuridico e giurisprudenziale a supporto delle vostre ragioni?
«In primis la legge quadro n. 447 del 26 ottobre 1995, che ha ridefinito il concetto di inquinamento acustico ed ha esteso la tutela all’intero ambiente esterno dando rilievo al disturbo arrecato al riposo e alle attività umane, e poi le numerose sentenze della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, che hanno univocamente ribadito che la Pubblica Amministrazione è tenuta a garantire il rispetto della normativa in tema di immissioni acustiche nocive, e che il gestore del locale è direttamente responsabile del comportamento dei propri clienti ed ha l’ineludibile obbligo di adottare tutte le misure necessarie per evitare condotte che violino le norme sui rumori e sulla sicurezza pubblica.” E’ pertanto evidente che i cittadini danneggiati dall’inosservanza di tali prescrizioni possono agire legalmente nei confronti del trasgressore per la tutela dei propri diritti».
Come accogliete, infine, l’ordinanza emessa dal Commissario Cappetta?
«Si tratta di un provvedimento ineccepibile ed ampiamente motivato, che attendevamo da tempo e che accogliamo con legittima soddisfazione anche perchè invocato per il bene e nell’interesse dell’intera comunità e di una città ormai allo sbando, e che amo profondamente. Noi siamo fiduciosi, ma questa è la fase decisiva, perché è intuitivamente fondamentale verificare che l’ordinanza sia applicata con rigore e continuità, garantendo quei controlli sul campo che negli anni scorsi sono purtroppo mancati. È l’unico modo per contemperare le esigenze delle attività commerciali con il primario diritto alla salute e al riposo dei soggetti privati».
L’Avvocato de Rossi ha inoltre inteso precisare ai nostri microfoni che l’attività a supporto delle famiglie segnalanti non si esaurisce qui, in quanto le segnalazioni e gli esposti inoltrati seguono il loro regolare corso presso gli organi di Pubblica Sicurezza e le Autorità preposte, per cui, assicura, sarà monitorata attentamente l’evoluzione della situazione nelle sedi competenti.



