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Putin e Ucraina, al via le trattative sul grano

Sono ormai mesi che tirano per le lunghe la guerra in Ucraina. Un po’ tutta l’Europa ha avvertito lo smacco e sta tuttora vivendo le conseguenze di quanto accade, soprattutto per ciò che concerne l’import-export. In queste ultime ore si è tenuto l’incontro tra Vladimir Putin, presidente della Russia, e Recep Tayyp Erdodan, presidente dalla Turchia, e pare siano emersi interessanti risvolti che potrebbero favorire le esportazioni. È stata infatti raggiunta una intensa per quel che concerne l’export del grano ucraino, prodotto tra i più ambiti nei vari stati europei per la produzione nazionale (basti pensare al vertiginoso aumento di prezzo avuto in questi ultimi mesi di pane, pasta e farina).  Cosa avrà quindi deciso di fare in merito Vladimir Putin?

Impegni di esportazione

Il presidente della Russia ha deciso di lasciarsi andare a qualche dichiarazione in più e ha in primis confermato di avere tutta l’intenzione di continuare a mantenere saldi gli impegni sull’esportazione del gas russo. In più ha aggiunto che la sua nazione si impegnerà altresì nella cooperazione per l’export del grano ucraino. Insomma, se da un lato non ci sono i margini per una cessazione definitiva della guerra (è ormai dallo scorso 24 febbraio che le armate russe hanno invaso l’Ucraina per volere dello stesso presidente Putin), dall’altro si intravede un barlume di speranza dal punto di vista economico. A far ragionare il presidente russo è stato il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, che ha finalmente individuato una valida alternativa per il problema che in questi messi ha riguardato l’esportazione del grano ucraino.

Riunione a Teheran

Come si legge anche su LettoQuotidiano.it, i capi dei due stati si sono incontrati nella giornata di martedì 19 luglio 2022 a Teheran. Al vertice ha presieduto anche Ebrahim Raisi, presidente iraniano. Proprio in quella occasione il presidente russo ci ha tenuto a precisare la sua ottima predisposizione a favorite l’esportazione del grano, ovviamente alle sue condizioni. Ha posto infatti delle limitazioni (a cui non intende rinunciare) per cercare di allentare le restrizioni che sono state invece applicate negli ultimi mesi sull’esportazioni russe, chiedendo l’eliminazione delle stesse. Questo almeno è quanto riportato dall’agenzia Tass, la quale ha anche rilevatore che nel corso del vertice è stato ulteriormente precisato dal presidente turco e da quello iraniano che anche gli Stati Uniti son disposti ad accettare le limitazioni imposte dalla Russia. Certo c’è da vederne delle belle, ma secondo le parole dei presidenti è ovvio che in primis sono gli Stati Uniti a dover provare a rimuovere le restrizioni per agevolare lo sviluppi del mercato internazionale.

Turchia ed Arabia impegnate per appianare la guerra

È d’obbligo sottolineare che la Turchia, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi sono tra i tanti paesi che hanno preso a cuore le sorti della guerra e che pertanto stanno tentando con ogni pacifico mezzo di appianare i dissapori e non compromettere ulteriormente la situazione economica mondiale. Anzi, hanno proposto a Putin un accordo che dovrebbe coinvolgere le organizzazioni internazionali per fare sì che vengano consegnati dove necessario i cereali ucraini. L’incontro è stato anche occasione per poter tornare sul discorso del trasporto del gas russo, argomento questo molto delicato che però era rimasto in standby da quando si è vociferato che ad oggi la Gazprom non sarebbe più in grado di consentire la ripresa dei flussi una volta che saranno ultimati i lavori di manutenzione sul gasdotto Nord Stream. Su questo argomento comunque, il presidente russo Putin ha voluto rassicurare gli stati circa quelle che sono le intenzioni russe della controllata dallo stato, con sede a San Pietroburgo. E dunque anche da questo versante pare che il Cremlino non intenda venire meno agli impegni già presi.

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