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Omicron 2 avanza e stano salendo i contagi. Il Covid è vivo e vegeto e c’è da stare sempre attenti.

Continua l’avanzata di SARS-CoV-2 nella variante Omicron 2, molto più contagiosa di Omicron 1, e che ha provocato un’impennata della curva epidemiologica, dopo una lenta discesa. Il maggior numero di casi, come positività, si sta registrando al centro-sud. Il ministero della Salute, ha evidenziato che, nelle ultimi giorni si sono registrati decine di migliaia di nuovi contagi, solo domenica scorsa erano 74.024. Le vittime di lunedì 21 sono scorso state 93 (domenica 20, invece, 85). Dalla fondazione Gimbe, dicono chiaramente che l’aumento della positività non è un “semplice rimbalzo” ma nemmeno si può parlare di quinta ondata. I dati a livello nazionale, considerando le regioni, sono troppo dissimili(dati inizio settimana): minore circolazione del coronavirus per i 18,8 milioni di persone di Lombardia, Piemonte e province autonome; alta incidenza al centro-sud in particolare: Umbria, Puglia, Calabria, Marche, Basilicata, Lazio, Abruzzo e Toscana. Nell’ultima settimana (13-19 marzo) +30,2% dei casi e aumento dei positivi; da poco più di 971.000 del 10 marzo, a 1.147.519 di domenica e segnali d’incremento anche nei ricoveri. Proprio mentre dal 31 marzo andranno a ridursi le misure sanitarie, sembra calare l’attenzione su un virus che non è affatto scomparso ed a cui c’è da continuare a dare la giusta attenzione personale e mediatica, visto che le vicende della guerra in Ucraina sembrano catalizzare l’interesse. Le cause dell’aumento dei contagi possono riassumersi così: rilassamento della popolazione e un allentamento delle misure sanitarie; progressiva diffusione della più contagiosa Omicron 2; calo della protezione vaccinale sul contagio; calo del numero di terze dosi e, soprattutto, di prime dosi (ci sono ancora fasce della popolazione non vaccinata, si parla di 7 milioni di persone nel totale), persistenza di basse temperature che costringono ad attività al chiuso; le feste durante il carnevale. Sempre per gli esperti, se è giusta la misura di una graduale uscita del “certificato verde” (green pass), la mascherina nei luoghi chiusi andrebbe tenuta almeno per altri due mesi. Il buon senso vuole che le norme igieniche e di protezione, vengano conservate a livello personale. “L’evoluzione del virus, di un virus, è un dato scientifico noto e Omicron 2 sta soppiantando Omicron 1 – ha esordito Domenico Galante, dirigente del laboratorio Covid dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata (IZSPB) della sede centrale di Foggia -. Omicron 2 è molto più contagiosa (le mutazioni superiori si contraddistinguono nella maggior contagiosità e nella velocità) e ciò si sta scontrando con un calo dell’attenzione nella popolazione. C’è la percezione che il Covid non ci sia più o che sia diventato un raffreddore. Nel giro di un paio di mesi Omicron 2 potrebbe diventare dominante – ha concluso Galante – considerando che i dati, presi dal survey regionale della rete Covid Puglia, ci dicono che: il 35% dei 108 tamponi sequenziati sono di Omicron 2 (BA.1); il 55% di Omicron 1 (BA.1) nel sottolignaggio (BA.1.1) – sotto variante di Omicron 1 – e il 10% di Omicron 1. Ciò serve per valutare l’efficacia vaccinale ogni volta che esce una nuova variante. In questo caso, tra Omicron 1 e 2 non c’è una variazione significativa e il vaccino resta sempre l’arma principale”. Insieme ai farmaci anti Covid-19 che si hanno a disposizione e, come sempre, sul buon senso delle persone.

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