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San Severo: è in vendita “Frammenti” il libro di Luigi Sales ‘43

Spinto dall’amore e dall’affetto di qualche parente, nipote, amico, ho riunito qualcosa di quanto occasionalmente ho scritto sulla Gazzetta di San Severo o su Facebook. A questi scritti ho voluto aggiungere foto e disegni inerenti a quanto scritto o alla mia vita. All’inizio ero un po’ entusiasta di questa prova fatta più per curiosità e per accontentare chi mi vuole bene, che per vera coscienza di scrivere qualcosa di utile agli altri. L’entusiasmo iniziale era giustificato anche dal fatto che alcuni racconti/ricordi li consideravo io stesso abbasta buoni da pubblicarli; ma poi questo entusiasmo è andato calando perché non avvertivo ( ocredevo di non avvertire ) più qualcosa di bello o coerente a quanto avevo in mente: e volevo lasciare andare il tutto. Poi sono intervenuti due fattori: la scoperta di aver avuto qualcosa di brutto al cervello, e l’incontro con il Professor Michele Campanozzi.

Tempo fa, avevo chiesto al Professore di volermi onorare di una sua Introduzione al libro, cosa che lui, gentile come sempre, mi aveva promesso. Poi, per la sensazione che il libro non mi piacesse molto e per il costo oneroso della stampa del libro, dovuto all’elevato numero di foto e disegni a colori, volevo rinunciare al tutto.

Ma il Professore Campanozzi mi ha spinto a non desistere dal mio progetto iniziale, anche a costo di chiedere aiuto a qualche amico per le relative spese, in quanto nei miei scritti ha ritenuto che i valori e i ricordi in essi descritti e vissuti, siano importanti da tramandare agli altri, soprattutto ai propri nipoti. Come mi ha spinto ugualmente la mia amica “ ritrovata “ dopo sessant’anni, Ombretta De Biase, autrice di commedie teatrali, in quel di Milano, dove vive.

Mi hanno convinto, e pur non sapendo come farò per pubblicare, vi anticipo ciò che due persone altamente qualificate, e amiche, hanno scritto nella loro Introduzione e Prefazione.

Scrive il Professor Campanozzi: Ho letto con interesse questi scritti dell’amico Gino Sales…” Frammenti “..Essi si propongono non solo di essere un Diario degli eventi principali della sua vita, e dei pensieri…ma costituiscono il riflesso e lo specchio della sua interiorità…e la continuità nell’affermazione e fedeltà ad alcuni Valori fondamentali del vivere…onestà, sincerità, e l’aiuto come dovere dello spirito a chi si trova nel bisogno…

Il lavoro si articola in: Racconti (51), “ il Tuo silenzio “ ( 40 poesie) e Liriche varie ( 24 ).

Nei Racconti emerge…la descrizione accorata e sofferta della realtà contadina del Sud vissuta alla fine degli anni ’40 e ’50 del s.s.: umiliazioni, necessità di sfamare la numerosa prole…sacrifici…riscatto, miseria materiale…Sembra veder echeggiare il grido dei Vinti del Verga, dei diseredati del Capuana, del “ Cristo si è fermato ad Eboli “ di Carlo Levi…civiltà rurale ormai estinta eppure una volta così ricca di umanità…Gino Sales con la sua raffinata sensibilità visita questi luoghi dell’animo suo e di quello degli altri e lo fa con quel delicato sentire che si ferma alla soglia del pudore….Passaggi…dolorosi…altri venati di nostalgia struggente…altri di sentimenti tenui……altri di di sincera partecipazione affettiva……altri di genuina generosità…Affresco dell’animo di Gino, ricco di curiosità storiche…ma anche dell’Amore per la Natura…Si definisce “ uomo delle caverne “, cioè semplice nel dare e spontaneo nel chiedere…Fiero del suo passato…costruito con passaggi anche duri…Da qui una diffusa malinconia… per la gioiosa transumanza…a Torre di Giunchi…il silenzio dei compagni di lavoro… la voce talora dispotica dei padroni…il sostare a dormire sotto il sole cocente…

Nelle poesie…di gradevole scorrevolezza…associati pensieri e immagini che sanno di limpida chiarezza e creatività suggestiva…un mondo diverso disegnato nella bontà e nell’esaltazione  deipalpiti del cuore.

Le domande del cuore…sono sempre predominanti nel nostro Gino…infanzia marcata dalla filigrana della  prova e della sofferenza…Molto commovente è la poesia dedicata al piccolo Malik, il bambino che cercava la libertà e la vita, ma ha trovato invece la morte mentre veniva spinto dalle onde del mare solo a un approdo sulla sponda della libertà, ma non al suo pieno godimento…simbolo e rimprovero per tanti egoismi dei nostri tempi!

…Dedizione al lavoro in Banca…attenzione agli altri nei loro momenti di necessità…desideri di veder ricompattato l’edificio originario della sua famiglia…rendono  questi scritti, sia in prosa che in versi, un viaggiare molto godibile…abbellito da un linguaggio fluidi e appropriato…Ci troviamo davanti a squarci di coscienza comunicati con serena leggerezza, pulizia verbale ed elegante incisività…con lo sguardo innocente di un fanciullo…E’ il mistero del Sé di un nonno donato con tenerezza alla memoria dei suoi amati nipoti.

Le numerose foto…formano quel coro di voci, che, venendo da un lontano passato, intendono parlare ancora al presente…

Grazie, caro Gino, per questo prezioso omaggio del cuore!

N. Michele Campanozzi.

Non ho parole per queste parole. Grazie Professore!

Poi anche la mia cara amica Ombretta De Biase:

“” Frammenti “ di vita molto intensi…che Gino Sales offre al lettore, in uno stile scorrevole e limpido..Scrittura che scaturisce dalla profondità del sentire…uomo non più giovane ma i cui sentimenti hanno conservato la freschezza e la genuinità della gioventù. I Racconti…fanno emergere i ricordi di un ragazzo povero…vita difficile e avventurosa…ma sempre vissuta con pienezza e con il costante desiderio di offrire il meglio di se stesso.

…Ripercorre gli anni di scuola, della scelta sofferta del liceo classico, il duro lavoro dei campi, le prime infatuazioni, il lavoro, il matrimonio…

In “ Mio Padre “, emerge…la potente figura di un uomo eccezionale  che, nato povero in un piccolo paese del Gargano, aveva un segreto: l’amore per i libri di storia…

L’autore rievoca la sua avventura lavorativa…e nei due racconti “ amicizie perse “,descrive il rammarico e lo stupore per aver perso amicizie di lunga data a causa di divergenze politiche o per una frase di troppo come in “ Un’amicizia persa: Mirella “, in cui si avverte dolore e rammarico per la fine di un sodalizio epistolare…

Altri “ frammenti “, narrano di tradizioni sociali e culturali…radici profonde di un Sud, di una Puglia…come in “ La Madonna del Soccorso, tradizione sociale e religiosa “, “ Il Trono della Madonna del Soccorso “ e “ Ricordi di un poeta migrante “…

Il libro di Gino Sales, contiene un’unità tematica…un incitamento all’amore per la verità e per la libertà, in breve per la vera vita….

Ombretta De Biase.

Grazie anche a te Ombretta, amica ritrovata ed estimatrice di questi miei poveri scritti che spero possano piacere anche a molti altri, aldilà dei miei errori e del valore “ letterario “ di essi, ma che contengono, ve l’assicuro, tutto il mio cuore, tutto il mio vissuto.

Luigi Sales ‘43

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