Cultura

SAN SEVERO….non solo di Puglia !

Se capitiamo dalle parti di Arezzo è opportuno precisare la nostra provenienza, aggiungendo al nome della città “San Severo” la specifica “di Puglia”.

Infatti, nel suburbio orientale della città toscana, esiste la frazione di San Severo, villaggio oramai disabitato e diroccato che arrivò a contare 223 abitanti nel 1833, grazie alla fusione con il popolo di S.

 

Lorenzo al Pomajo avvenuta con decreto vescovile nell’anno 1603.

La frazione aretina, ubicata a 679 metri s.l.m., trae il nome dalla omonima chiesa dedicata al Santo Severo, primo vescovo di Ravenna. La chiesa, di origine medievale e rimaneggiata nel corso dei secoli, ha la pianta a navata unica con abside semicircolare e la facciata romanica con portale architravato e monofora a doppio strombo risalente al XII secolo.

Il borgo di San Severo è tristemente noto per l’eccidio di 17 partigiani fucilati dai nazisti la notte del 16 luglio 1944.

Nel 1952, per commemorare la strage, fu eretto un monumento con le foto dei caduti mentre di recente è stata dedicata al triste evento la canzone intitolata “ La notte di San Severo”, cantata da Cisco Bellotti, voce dei Modena City Ramblers, reinterpretata dagli stessi insieme alla Casa del Vento nell’album “Appunti Partigiani”.

arch. Stefano de Magistris

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